L’uomo Mosè, la religione monoteista e l’uomo Freud

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Renzo Carli

Abstract

L’origine della religione monoteista ebraica si fonda, per Freud, sull’origine egizia di Mosè e sul fallimento del faraone Akhenaton, nel suo tentativo di condurre al monoteismo il popolo egizio. Mosè è per Freud una figura inquietante; Freud s’identifica con Mosè che conduce il popolo ebraico alla terra promessa, imponendo agli ebrei quella distinzione mosaica che, con Assmann, definiamo quale scissione tra vero e falso in ambito religioso. L’ipotesi di questo lavoro concerne due aspetti “politici” della proposta freudiana: da un lato la sconferma della violenza e l’importanza dell’impotenza quale dinamica originaria del monoteismo; dall’altro l’identificazione del popolo ebraico con il “popolo psicoanalitico”.

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Sezione

Contributi Teorici

Biografia autore

Renzo Carli, (EDITOR IN CHIEF) SPS Studio di Psicosociologia, Università degli studi “Sapienza”, Roma

Già Professore Ordinario di Psicologia Clinica presso la Facoltà di Psicologia 1 dell’Università di Roma “Sapienza”, Membro della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association, Direttore di Rivista di Psicologia Clinica e di Quaderni della Rivista di Psicologia Clinica, Direttore del Corso di Specializzazione in Psicoterapia Psicoanalitica – Intervento Psicologico Clinico e Analisi della Domanda. E-mail:[email protected]

Come citare

Carli, R. (2016). L’uomo Mosè, la religione monoteista e l’uomo Freud. Rivista Di Psicologia Clinica , 2, 10-23. https://quadernidipsicologiaclinica.com/index.php/rpc-archivio/article/view/1359

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