Il rapporto di lavoro atipico: modelli culturali, criticità e linee di sviluppo.
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Abstract
Questo lavoro nasce dalla condivisione di una visione della psicologia come una scienza in grado di conoscere la realtà sociale e di realizzare in essa cambiamenti, anche politici, intesi come prodotti strategici di regolazione della convivenza sociale.
Su questa linea la "promozione dello sviluppo" si identifica nella contrattazione e costruzione di obiettivi orientati all'utilizzazione delle risorse, individuali od organizzative, che possono cambiare la relazione tra individui e contesto, tracciando un progetto di sviluppo non tracciabile a priori.
Queste premesse epistemologiche sono alla base della presente ricerca, diretta da Renzo Carli, focalizzata sulla rilevazione dei processi culturali collusivi che caratterizzano i lavoratori con contratti "atipici", con lo scopo di stimolare una committenza politica intorno alle problematiche di convivenza connesse alla diffusione delle forme di lavoro "atipico".
Partiamo dalla visione dell'azione politica e di governo come un potenziale servizio orientato ad un "cliente"; consideriamo il rapporto tra governo e lavoratori atipici come un'organizzazione costruibile entro processi di contrattazione democratica relativi a progetti di sviluppo sociale.
Pensando alla riforma del lavoro crediamo non sufficiente introdurre una normativa per avere garanzia di un uso efficace di quanto proposto: crediamo che la conoscenza delle Culture Locali ci consenta di formulare ipotesi sulla fruizione di ciò che si è attuato, di ipotizzare attività per promuoverne lo sviluppo, a partire dagli interlocutori del governo, dalle loro attese, dalla loro capacità di investire su progetti professionali.
Su questa linea la "promozione dello sviluppo" si identifica nella contrattazione e costruzione di obiettivi orientati all'utilizzazione delle risorse, individuali od organizzative, che possono cambiare la relazione tra individui e contesto, tracciando un progetto di sviluppo non tracciabile a priori.
Queste premesse epistemologiche sono alla base della presente ricerca, diretta da Renzo Carli, focalizzata sulla rilevazione dei processi culturali collusivi che caratterizzano i lavoratori con contratti "atipici", con lo scopo di stimolare una committenza politica intorno alle problematiche di convivenza connesse alla diffusione delle forme di lavoro "atipico".
Partiamo dalla visione dell'azione politica e di governo come un potenziale servizio orientato ad un "cliente"; consideriamo il rapporto tra governo e lavoratori atipici come un'organizzazione costruibile entro processi di contrattazione democratica relativi a progetti di sviluppo sociale.
Pensando alla riforma del lavoro crediamo non sufficiente introdurre una normativa per avere garanzia di un uso efficace di quanto proposto: crediamo che la conoscenza delle Culture Locali ci consenta di formulare ipotesi sulla fruizione di ciò che si è attuato, di ipotizzare attività per promuoverne lo sviluppo, a partire dagli interlocutori del governo, dalle loro attese, dalla loro capacità di investire su progetti professionali.
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Ricerche
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Come citare
Fanelli, F., Terri, F., Bagnato, S., Pagano, P., Potì, S., Attanasio, S., & Carli, R. (2013). Il rapporto di lavoro atipico: modelli culturali, criticità e linee di sviluppo. Rivista Di Psicologia Clinica , 1. https://quadernidipsicologiaclinica.com/index.php/rpc-archivio/article/view/1415