Il resoconto clinico come diagnosi di problemi e pianificazione del trattamento. Un'analisi della letteratura internazionale sul caso clinico.
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Abstract
In questo lavoro analizzeremo parte della letteratura internazionale, specificamente quella prodotta negli Stati Uniti e in Germania, prendendo in considerazione il modo con cui ci si occupa del caso clinico sia entro i contesti di certificazione della prassi clinica nella relazione psicoterapista-paziente, che entro quelli di legittimazione di tale prassi in un ambito più vasto, che vede l’intervento di soggetti diversi dalla coppia terapeutica.
I lavori considerati, trattando la funzione del caso clinico entro gli ambiti prima evocati, parlano di “formulazione o concettualizzazione di un caso clinico”; in altri termini, della sua traduzione dal linguaggio ordinario a un linguaggio formalizzato. Ci si occupa quindi della concettualizzazione dei casi cercando di definirne metodi e strategie. Per questo motivo non faranno parte della nostra analisi i lavori finalizzati alla presentazione di un caso, ma quelli centrati sul metodo di strutturazione dei casi.
Gli approcci cui i lavori considerati fanno riferimento sono: Funzionale, Cognitivista, Comportamentale, Cognitivo-Comportamentale e di Psicologia Descrittiva. In tutti, la stesura del caso clinico è funzionale alla pianificazione e definizione del trattamento e assume una netta funzione “diagnostica”. Attraverso la redazione del caso clinico è possibile riorganizzare e sintetizzare la situazione di un cliente sulla base di una teoria e, successivamente, pianificare il trattamento stesso.
La scelta di esplorare questi lavori nasce all'interno di un interesse più ampio verso la resocontazione, intesa come metodologia psicologico-clinica. Anche alla base della nostra ottica c'è l'ipotesi che la resocontazione di un caso clinico abbia a che fare con l'attivazione, da parte del clinico, di una funzione di organizzazione del processo condiviso con il cliente. La nostra attenzione tuttavia, diversamente da quanto proposto dagli Autori in esame, è centrata sulla relazione che si va sviluppando nel corso del lavoro tra clinico e cliente. La formulazione di un caso è, a nostro avviso, l'esito di un'operazione di riflessione e riorganizzazione di quanto emerso entro tale relazione attraverso criteri e categorie psicologico-clinici.
La lettura della letteratura psicologica in analisi ha evidenziato diversi modi di intendere la resocontazione e diverse terminologie per indicare la prassi con cui il clinico rendiconta il processo condiviso con il cliente. Tali modi sembrano essere in relazione sia con la funzione professionale che i clinici pensano di attivare lavorando con i loro pazienti e con gli obiettivi che perseguono nella prassi, sia con i contesti socio-politici ed organizzativi all’interno dei quali i clinici operano.
A partire da una prima analisi vediamo come la terminologia utilizzata rimandi subito alla posizione assunta dal clinico entro il rapporto con il cliente, e rappresenti un primo indizio della focalizzazione del clinico su quest’ultimo. Certo non si tratta della resocontazione di un rapporto; la relazione sembrerebbe utilizzata per acquisire informazioni sull'altro, non esplorata in sé. Il resoconto così inteso si inserisce in ambito prevalentemente psicoterapeutico e all’interno di servizi orientati alla cura della salute mentale; il professionista è identificato con il terapeuta, il cliente con il paziente. Sono lavori in cui si forniscono linee-guida o si propongono criteri su come organizzare le formulazioni dei casi per il perseguimento di una prassi verificabile; gli interlocutori sono la comunità scientifica accademica, la comunità dei professionisti e i vari attori preposti alla certificazione dei servizi sanitari.
I lavori considerati, trattando la funzione del caso clinico entro gli ambiti prima evocati, parlano di “formulazione o concettualizzazione di un caso clinico”; in altri termini, della sua traduzione dal linguaggio ordinario a un linguaggio formalizzato. Ci si occupa quindi della concettualizzazione dei casi cercando di definirne metodi e strategie. Per questo motivo non faranno parte della nostra analisi i lavori finalizzati alla presentazione di un caso, ma quelli centrati sul metodo di strutturazione dei casi.
Gli approcci cui i lavori considerati fanno riferimento sono: Funzionale, Cognitivista, Comportamentale, Cognitivo-Comportamentale e di Psicologia Descrittiva. In tutti, la stesura del caso clinico è funzionale alla pianificazione e definizione del trattamento e assume una netta funzione “diagnostica”. Attraverso la redazione del caso clinico è possibile riorganizzare e sintetizzare la situazione di un cliente sulla base di una teoria e, successivamente, pianificare il trattamento stesso.
La scelta di esplorare questi lavori nasce all'interno di un interesse più ampio verso la resocontazione, intesa come metodologia psicologico-clinica. Anche alla base della nostra ottica c'è l'ipotesi che la resocontazione di un caso clinico abbia a che fare con l'attivazione, da parte del clinico, di una funzione di organizzazione del processo condiviso con il cliente. La nostra attenzione tuttavia, diversamente da quanto proposto dagli Autori in esame, è centrata sulla relazione che si va sviluppando nel corso del lavoro tra clinico e cliente. La formulazione di un caso è, a nostro avviso, l'esito di un'operazione di riflessione e riorganizzazione di quanto emerso entro tale relazione attraverso criteri e categorie psicologico-clinici.
La lettura della letteratura psicologica in analisi ha evidenziato diversi modi di intendere la resocontazione e diverse terminologie per indicare la prassi con cui il clinico rendiconta il processo condiviso con il cliente. Tali modi sembrano essere in relazione sia con la funzione professionale che i clinici pensano di attivare lavorando con i loro pazienti e con gli obiettivi che perseguono nella prassi, sia con i contesti socio-politici ed organizzativi all’interno dei quali i clinici operano.
A partire da una prima analisi vediamo come la terminologia utilizzata rimandi subito alla posizione assunta dal clinico entro il rapporto con il cliente, e rappresenti un primo indizio della focalizzazione del clinico su quest’ultimo. Certo non si tratta della resocontazione di un rapporto; la relazione sembrerebbe utilizzata per acquisire informazioni sull'altro, non esplorata in sé. Il resoconto così inteso si inserisce in ambito prevalentemente psicoterapeutico e all’interno di servizi orientati alla cura della salute mentale; il professionista è identificato con il terapeuta, il cliente con il paziente. Sono lavori in cui si forniscono linee-guida o si propongono criteri su come organizzare le formulazioni dei casi per il perseguimento di una prassi verificabile; gli interlocutori sono la comunità scientifica accademica, la comunità dei professionisti e i vari attori preposti alla certificazione dei servizi sanitari.
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Sezione
Resoconti
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Detentore del copyright Autore

Come citare
Pagano, P. (2013). Il resoconto clinico come diagnosi di problemi e pianificazione del trattamento. Un’analisi della letteratura internazionale sul caso clinico. Rivista Di Psicologia Clinica , 3. https://quadernidipsicologiaclinica.com/index.php/rpc-archivio/article/view/1045