La struttura del caso clinico e il pensiero dell'analista.
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Abstract
Obiettivo del presente contributo è suggerire un approccio al caso clinico che lo faccia parlare al di là della sua dimensione contenutistica. Per questo motivo saranno lasciate in secondo piano le componenti tematiche e specificamente cliniche e verranno considerati solo gli aspetti formali del testo, in particolare la sua “forma del contenuto” (Hjelmslev, 1953), ovvero le modalità in base alle quali è stata costruita la narrazione da parte dell’autore-narratore. Chiedersi non solo cosa l’autore riporta nel suo testo, ma anche come lo espone e in che modo lo struttura può fornire informazioni interessanti relative al processo di mentalizzazione e in generale al pensiero dell’analista.
La lettura che proponiamo non è evidentemente alternativa a quella tematico-contenutistica. Piuttosto vuole costituirne un’integrazione, finalizzata a far emergere alcuni aspetti relativi alla disposizione inconscia dell’autore nei confronti della materia trattata, delle emozioni affrontate, degli aspetti emersi nel corso del trattamento e riconsiderati durante la stesura del caso clinico.
La lettura che proponiamo non è evidentemente alternativa a quella tematico-contenutistica. Piuttosto vuole costituirne un’integrazione, finalizzata a far emergere alcuni aspetti relativi alla disposizione inconscia dell’autore nei confronti della materia trattata, delle emozioni affrontate, degli aspetti emersi nel corso del trattamento e riconsiderati durante la stesura del caso clinico.
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Sezione
Contributi Teorici
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Come citare
Barbieri, G. L. (2013). La struttura del caso clinico e il pensiero dell’analista. Rivista Di Psicologia Clinica , 2. https://quadernidipsicologiaclinica.com/index.php/rpc-archivio/article/view/1136