Per una ri-definzione del ruolo dello psicologo (clinico): dall'approfondimento epistemologico di (alcuni) "spunti di analisi" alla rappresentazione di (nuovi) elementi di proposta.
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Abstract
Questo articolo, con riferimento al lavoro di Salvatore, intende inserirsi nel dibattito al fine di offrire un contributo epistemologico e scientifico da mettere a disposizione della Psicologia Clinica, con l'obiettivo di gestire gli aspetti critici che la disciplina sta affrontando. Da una parte, questi aspetti critici sono legati alla corrente contingenza storica relativa al cosiddetto cambiamento nelle richieste di intervento effettuate dagli utenti e, d'altra parte sono in rapporto con aspetti strutturali che fanno riferimento all’origine della disciplina psicologica e all’approccio conoscitivo e operativo che ha acquisito nel corso del tempo. Pertanto, a partire dalle esigenze che la comunità esprime, è necessario tracciare una riflessione epistemologica e scientifica, al fine di offrire una proposta di linee guida indirizzata sia alla gestione delle criticità che stanno interessando la psicologia (clinica), che a tutto ciò che concerne e pertiene il ruolo dello psicologo (clinico). Il ragionamento che svilupperemo descriverà le due modalità conoscitive di cui dispone la specie umana: il buon senso e il senso scientifico. Le caratteristiche che demarcano questi due modi di costruire la realtà saranno (ri)proposti con l'obiettivo di entrare nel merito degli elementi che permettono alla psicologia clinica di percorrere i fondamenti del senso scientifico. Sulla base delle riflessioni sopra esposte e dell’analisi epistemologica del modello operativo che ha generato la Psicologia - il modello medico - l'articolo entra nel merito delle conseguenze e delle ripercussioni che stanno minando la sopravvivenza della disciplina. In conclusione, alla luce di quanto emergerà dalle argomentazioni proposte quale approfondita analisi epistemologica, l'articolo prospetterà uno scenario che descrive altre e diverse "sorti" della Psicologia clinica che le consentono sia la gestione degli aspetti critici che attualmente lo caratterizzano che di tracciare le linee di un possibile sviluppo.
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Come citare
Turchi, G., Romanelli, M., & Ferri, C. (2013). Per una ri-definzione del ruolo dello psicologo (clinico): dall’approfondimento epistemologico di (alcuni) "spunti di analisi" alla rappresentazione di (nuovi) elementi di proposta. Rivista Di Psicologia Clinica , 1. https://quadernidipsicologiaclinica.com/index.php/rpc-archivio/article/view/1285