[Seminario SPS. Psicologia clinica e disabilità.] - Le figure di assistenza alla disabilità a scuola: la competenza psicologico clinica a leggere relazioni come alternativa al controllo e alla tolleranza.
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Abstract
Le recenti modifiche legislative sull’integrazione della disabilità a scuola sembrano invitare a ripensare i modelli che orientano questa area di intervento, entro cui molti giovani psicologi sono occupati, a partire da ruoli come quello di assistente specialistico o assistente educativo culturale. In questo articolo, attraverso il resoconto di un intervento di assistenza specialistica entro un istituto superiore, ci si interroga sul contributo che la psicologia clinica può dare per lo sviluppo di questo servizio. Si mettono a confronto modelli che includono la disabilità fondandosi sul controllo e la tolleranza e modelli di sviluppo del contesto. Nei primi la diversità, non riconosciuta come risorsa, va adattata al contesto; si vedrà, attraverso l’esperienza resocontata, come questo modello organizzi la domanda di intervento e contemporaneamente imponga un costo molto alto entro l’organizzazione scolastica, rendendo difficile la progettazione di futuro. Il secondo è il vertice adottato da chi interviene; entro tale modello il cliente dell’intervento è il contesto scuola e la sua competenza ad avere a che fare con la diversità: la funzione dell’assistente alla disabilità diviene quella di rendersi non più indispensabile. Come? Attraverso una serie di azioni interpretative in grado di istituire nell’organizzazione la capacità di pensare relazioni.
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