La non relazione medico-paziente: dalla chiusura alla massima disponibilità.

Contenuto principale dell'articolo

Michela Zanetti
Anna Lalli

Abstract

In questo studio si riferisce a proposito di una ricerca di campo relativa alla funzione dello psicologo clinico nella attività ospedaliera in reparti ad alto tasso di mortalità. A partire dalla domanda di consulenza della committenza (i medici e i direttori di unità operativa) al Servizio di Psicologia Ospedaliera, attraverso l'analisi di indizi molto diversi tra loro: gli spazi, le parole dei pazienti, dei medici e degli infermieri, si è giunti a costruire la simbolizzazione affettiva dei contesti. Il criterio, che fonda la relazione medico-paziente, si ipotizza sia ascrivibile all'angoscia di morte che orienta gli operatori sanitari entro due modelli relazionali distinti: l'indisponibilità e la massima disponibilità a prescindere. 

Dettagli dell'articolo

Sezione

Ricerche

Come citare

Zanetti, M., & Lalli, A. (2013). La non relazione medico-paziente: dalla chiusura alla massima disponibilità. Rivista Di Psicologia Clinica , 1. https://quadernidipsicologiaclinica.com/index.php/rpc-archivio/article/view/1253