La non relazione medico-paziente: dalla chiusura alla massima disponibilità.
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Abstract
In questo studio si riferisce a proposito di una ricerca di campo relativa alla funzione dello psicologo clinico nella attività ospedaliera in reparti ad alto tasso di mortalità. A partire dalla domanda di consulenza della committenza (i medici e i direttori di unità operativa) al Servizio di Psicologia Ospedaliera, attraverso l'analisi di indizi molto diversi tra loro: gli spazi, le parole dei pazienti, dei medici e degli infermieri, si è giunti a costruire la simbolizzazione affettiva dei contesti. Il criterio, che fonda la relazione medico-paziente, si ipotizza sia ascrivibile all'angoscia di morte che orienta gli operatori sanitari entro due modelli relazionali distinti: l'indisponibilità e la massima disponibilità a prescindere.
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