L’assistenza domiciliare per anziani. Il caso dell’Italia: La badante
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Abstract
A partire dall’emergenza invecchiamento della popolazione, sono state esplorate le attese di 26 famiglie del Centro Sud Italia che hanno individuato nella badante (come viene chiamata l’assistente familiare privata) l’assistenza domiciliare per un loro anziano. Alle famiglie è stato domandato quando e perché hanno chiesto questo tipo di aiuto; le interviste sono state sottoposte ad Analisi Emozionale del Testo. I risultati dicono che per le famiglie l’assistenza va affrontata innanzitutto dalla collettività e non dalla famiglia, contraddicendo il modello di welfare “mediterraneo” adottato in Italia. Solo la morte è questione che resta alla famiglia, mentre la cultura tradizionalista promossa dal “familismo ambivalente” dello Stato, incarica la componente femminile della famiglia di tutti i problemi di assistenza per un proprio membro non autosufficiente. Quanto alla badante, simbolizza un’estraneità che libera risorse della famiglia permettendo a quest’ultima di pensare ai giovani e al futuro. La psicologia non è mai evocata; la famiglia non si attende aiuto da essa per questo rilevante problema di convivenza. La ricerca dice che va promossa un’offerta di intervento psicologico sui problemi di convivenza posti dall’invecchiamento, sia in termini di competenza che di rappresentazione della professione, che affianchi quello che si occupa esclusivamente di diagnosi-cura-riabilitazione dell’individuo anziano.
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Come citare
Paniccia, R. M., Giovagnoli, F., & Caputo, A. (2015). L’assistenza domiciliare per anziani. Il caso dell’Italia: La badante. Rivista Di Psicologia Clinica , 2, 60-83. https://quadernidipsicologiaclinica.com/index.php/rpc-archivio/article/view/1321