Una committenza per l’intervento psicologico-clinico nel Centro Diurno di un DSM, nel rapporto tra tirocinio e professione
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Abstract
Viene resocontato un intervento psicologico nel Centro Diurno (CD) di un Dipartimento di salute mentale (DSM). Chi scrive è in rapporto con il Dipartimento da più di tre anni. Dapprima in qualità di tirocinante-allievo SPS, più di recente con il ruolo di consulente esterno, quale referente di una cooperativa sociale. Il processo e gli sviluppi dell’intervento, che è ancora in corso, si snodano lungo un arco temporale significativo. La domanda arriva all’allora tirocinante in un particolare momento della vita organizzativa del Centro Diurno. Un vissuto di urgenza spinge a cercare qualcuno che possa avviare rapidamente un gruppo con gli utenti del Centro. Perché si pensa al tirocinante? Una risposta possibile sta nelle premesse che hanno consentito di raccogliere e analizzare la domanda, fondando una committenza nel Servizio. Il resoconto dedica quindi spazio alle contingenze che anticipano la contro-proposta dell’allievo SPS: utilizzare il gruppo per intervenire sulla relazione tra il Centro Diurno del DSM e i suoi utenti. Connessa a tali premesse c’è la cultura locale del CD, cui si fanno ipotesi ripercorrendo la storia del Servizio e delle cosiddette “strutture intermedie” (o semiresidenziali). Si arriva quindi all’esordio del gruppo “Solare”, agli eventi critici che svelano la difficoltà a (incrementando il tentativo di) valorizzare un modello di sviluppo individuo-contesto entro una cultura orientata a curare. Sarà un’ulteriore committenza a permetterne un’integrazione: quella costruita con le persone che frequentano il gruppo.
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Casuccio, F. (2013). Una committenza per l’intervento psicologico-clinico nel Centro Diurno di un DSM, nel rapporto tra tirocinio e professione. Quaderni Di Psicologia Clinica, 2. https://doi.org/10.82037/qpc.2013.349