Il fallimento della collusione: Un modello per la genesi della “malattia mentale”

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Renzo Carli
Rosa Maria Paniccia

Abstract

Il malato mentale non è consapevole della sua “malattia” e quindi non ha una domanda per lo psichiatra, come invece avviene nel rapporto usuale delle persone con il medico. Ci si riferisce al contributo di Georges Canguilhem in proposito. La malattia mentale viene analizzata quale medicalizzazione di un fallimento della dinamica collusiva, in una singola persona, all’interno del suo contesto di convivenza. Si analizza il patto sociale che fonda la collusione. Viene poi vista criticamente l’estensione della malattia mentale dalle forme gravi, psicotiche, alle usuali modalità di adattamento sociale; la depressione, estesa dagli psichiatri dalle sue forme più gravi sino al “carattere depressivo”, è un esempio di tale allargamento volto a psicopatologizzare modi di adattamento che nel passato erano, di contro, valorizzati.

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Sezione

Special issue

Come citare

Carli, R., & Paniccia, R. M. (2014). Il fallimento della collusione: Un modello per la genesi della “malattia mentale”. Rivista Di Psicologia Clinica , 1. https://quadernidipsicologiaclinica.com/index.php/rpc-archivio/article/view/1308

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