La valutazione della genitorialità:Una ricerca esplorativa, per capire come venga vissuta da un gruppo di cittadini romani
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Abstract
Questo lavoro riporta i dati di una ricerca esplorativa condotta presso un gruppo di cittadini romani, a cui è stato chiesto cosa ne pensassero della possibilità di valutare la genitorialità di famiglie ritenute a rischio sotto il profilo delle competenze genitoriali. I cittadini sono stati intervistati e le interviste sono state sottoposte ad AET, Analisi Emozionale del Testo. Valutando la genitorialità spesso si interviene entro famiglie caratterizzate da conflitti interni. Non è questa l’unica conflittualità presente. I conflitti attraversanoanche le ipotesi teoriche, giuridiche, politiche, che fondano l’opportunità di intervenire entro le questioni implicate dalla valutazione genitoriale. Si ritrovano inoltre nel rapporto tra famiglie e servizi. La letteratura giuridica e sociologica segnala la presenza di tali conflitti e ne dibatte le questioni;quella psicologica e psichiatrica si colloca sul versante dell’applicazione di tecniche, siano esse di valutazione, di psicoterapia,di rieducazione. Tale ottica non considera la complessità conflittuale a monte della valutazione di genitorialità;il conflitto visto è solo quello interno alla famiglia. Eravamo interessati a capire, entro tale contesto,quale sia la percezione della valutazione della genitorialità da parte dei cittadini, suoi potenziali committenti e utenti; in particolare, se e come viene percepita da loro tale dinamica conflittuale. I dati dicono che, pensando a questo tema, per i cittadini interpellati si delineano tre culture. Una propone la famiglia tradizionale italiana, quella femminilizzata e deputata alla cura dei membri in difficoltà entro le mura di casa; famiglia oggi in forte crisi entro processi di cambiamento. Un’altra propone la centralità del tribunale e della cultura giuridica, fatta di valutazioni e di azioni risolutive che sfociano nell’affidamento ad altri dei minori. Queste due culture si contrappongono: quando manca la famiglia tradizionale, compare il tribunale. Non c’è consulenza per le nuove famiglie o per i cambiamenti in atto nella famiglia. Le agenzie consulenti – psicologiche, neuropsichiatriche – non compaiono nel vissuto degli intervistati, tranne i servizi sociali, subordinati però al tribunale. Una terza cultura, propone un adulto “ideale”, che deve fronteggiare, con doti di equilibrio e riflessione, un contesto che fa paura. Si tratta di un individuo isolato, senza un contesto relazionale di riferimento. Sembra emergere la cultura che contrappone al disfarsi dei contesti relazionali – stato, organizzazioni, famiglia – l’individuo idealizzato, autodeterminato e solo.Lo sviluppo della funzione psicologica entro la valutazione di genitorialità è basato sul potenziare la competenza a studiare la complessità del mandato che la fonda e a trattare le relazioni conflittuali che essa implica. Questo non solo entro la famiglia, ma tra tutti gli attori in gioco.
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Sezione
Ricerche
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Come citare
Paniccia, R. M., Giovagnoli, F., Sesto, C., Bernardini, G., & Monaldi, C. (2017). La valutazione della genitorialità:Una ricerca esplorativa, per capire come venga vissuta da un gruppo di cittadini romani. Rivista Di Psicologia Clinica , 1, 45-58. https://quadernidipsicologiaclinica.com/index.php/rpc-archivio/article/view/1183