Relazioni interpersonali, stati emotivi e autostima in soggetti obesi binge eaters.

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Gianluca Lo Coco
Laura Salerno
Salvatore Gullo
Lia Iacoponelli

Abstract

I criteri diagnostici del Binge eating disorder (BED) sono stati inclusi nel DSM-IV (APA, 1994) in via sperimentale, considerando il BED come un disturbo da approfondire ulteriormente a livello diagnostico. Il BED si caratterizza per la presenza di ricorrenti episodi di abbuffate compulsive, accompagnate da un senso di perdita di controllo e senza utilizzo di condotte compensatorie inappropriate (APA, 2000). Diversi studi clinici hanno mostrato che tra il 23 ed il 46 % dei soggetti obesi presentano anche sintomi dibinge eating (Spitzer et al., 1993; Yanovsky, 1999; Ricca et al., 2000), mentre nell’intera comunità la presenza di tali episodi risulta molto più bassa (range: 1,8-4,6%) (Stunkard, Berkowitz, Tanrikut, Reiss & Young, 1996). Nonostante si sia dimostrato che l’utilizzo di una rigorosa metodologia di indagine diagnostica faccia diminuire la prevalenza del BED nei soggetti obesi, è indubbio che questi ultimi mostrino un malessere psicologico legato al BED, associazione che si è riscontrata soprattutto nei casi di obesità grave (BMI > 40; de Zwaan, 2001) ed in quelli sottoposti ad interventi di chirurgia bariatrica (Hsu et al., 2002).
Inoltre varie ricerche hanno evidenziato che soggetti obesi che si descrivono come binge eaters mostrano una maggiore comorbilità con vari disturbi psicopatologici rispetto a quelli che non si identificano come BED (National Task Force on the Prevention and Treatment of Obesity, 2000). La presenza di una maggiore comorbilità psichiatrica di soggetti obesi BED rispetto a obesi non BED è documentata ormai da diversi lavori (Grilo, 2002; Yanovski, 1999). Comportamenti binge sembrano associati a più frequenti fluttuazioni di peso (Spitzer et al., 1993), a minore autostima, ad una maggiore sofferenza psicologica e a disturbi psichiatrici in Asse I (Allison et al., 2005; Bulik et al., 2002; Grucza et al., 2007) e in Asse II (Yanovski et al., 1993; Marcus, 1995, Masheb & Grilo, 2006). È stato inoltre dimostrato che la presenza di condotte binge incida in maniera negativa sulla qualità di vita (de Zwaan et al., 2002). L’influenza e la pervasività del BED in soggetti obesi è stata indagata anche in campioni italiani (Ramacciotti et al., 2000). 
Rimane ancora da indagare se l’alto tasso di problemi psicologici e psichiatrici riscontrati nei soggetti obesi che richiedono un trattamento sia da associare maggiormente alla presenza di un BED piuttosto che al livello di obesità. Alcuni studi supportano l’ipotesi che la maggiore prevalenza di comorbilità psichiatrica nei soggetti obesi BED sia spiegata più dalla severità del BED che non dal livello di obesità (Telch & Agras, 1994; Wilfley et al., 2000). È stato inoltre mostrato che soggetti obesi che presentano anche una diagnosi di BED facciano maggiore richiesta di interventi psicoterapeutici o di counseling psicologico (Yanovski et al., 1993; Ramacciotti et al., 2008). 
Infine, va sottolineato che relativamente al profilo personologico (impulsività, dipendenza, ricerca di novità) non sembra esserci ancora evidenza di una differenza tra obesi BED e non BED (Davis et al., 2008).

L’obiettivo del presente studio è di verificare se soggetti obesi con comportamenti bingedifferiscano significativamente da quelli non binge in termini di relazioni interpersonali, autostima, qualità della vita e stati emotivi.

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Sezione

Ricerche

Come citare

Lo Coco, G., Salerno, L., Gullo, S., & Iacoponelli, L. (2013). Relazioni interpersonali, stati emotivi e autostima in soggetti obesi binge eaters. Rivista Di Psicologia Clinica , 1. https://quadernidipsicologiaclinica.com/index.php/rpc-archivio/article/view/1144