Inconscio e Coscienza: due parole in cerca d’autore?
Contenuto principale dell'articolo
Abstract
‘Inconscio’ e ‘Coscienza’ (o ‘Conscio’) sono parole chiave presenti nel vocabolario di molte scienze umane. Generalmente sono usate per descrivere le rispettive fenomenologie oggetto di studio e i modelli teorici a cui si fa riferimento; tuttavia accade anche che l’una o l’altra delle due parole in questione venga assunta come corrispondente a una distinta ‘realtà’ e – in molti casi – sembra anche che il modello di questa realtà induca i ricercatori a ipostatizzare la realtà del loro modello. Questo fenomeno, che diviene ‘visibile’ attraverso il confronto di opposte teorie e dei programmi di ricerca a cui esse fanno riferimento – e cioè, particolarmente, quelli che sostengono equivalenze del tipo (a) Mente = Inconscio o (b) Mente = Coscienza – è molto interessante perché rivela alcuni problemi di base concernenti l’epistemologia delle scienze umane e il loro ‘livello archeologico’ (Foucault, 1966). La mia ipotesi è quindi che, riflettendo su questo fenomeno culturale, possiamo meglio comprendere che nessuna delle due parole in questione corrisponde a una distinta ‘realtà’ e che entrambe sono usate in ‘giochi linguistici’ (Wittgenstein, 1953) attraverso i quali le scienze umane costruiscono i loro confini, così come le pratiche professionali che ad esse si ispirano e i relativi ‘oggetti’ di conoscenza.
Dettagli dell'articolo
Sezione
Copyright (c) 2024 Rivista di Psicologia Clinica - Open Access
Detentore del copyright Autore
