Uno studio descrittivo sull’accesso degli adolescenti ai servizi neuro-psichiatrici territoriali.
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Abstract
La malattia psichiatrica in età evolutiva costituisce un fenomeno di notevoli dimensioni. I dati rintracciabili in letteratura internazionale segnalano una prevalenza di circa il 20% di problemi psichiatrici in tale fascia d’età (WHO, 2000; Üstün, 1999).
Rutter & Taylor (2002) affermano che la presenza di psicopatologia nella popolazione più giovane si attesti tra il 10% e il 20%. La forbice dei dati percentuali è il frutto della variabilità nell’impostazione metodologica degli studi epidemiologici presenti in letteratura.
Frequente è la comorbidità: il 40% circa dei bambini e degli adolescenti seguiti presso un servizio di salute mentale presenta più di un disturbo nello stesso momento; inoltre esiste una forte compresenza di problematiche psico-sociali (Besana & Spinelli, 2001).
I problemi relativi alla salute mentale rivestono, in tutti i paesi industrializzati, un'importanza crescente, perché la loro prevalenza mostra un trend in aumento e perché ad essi si associa un elevato grado di disabilità e di costi economici e sociali, che pesa sui pazienti, sui loro familiari e sulla collettività.
Report dell’Organizzazione Mondiale della Salute (WHO, 2000) segnalano che nell’arco di un anno il 20% circa della popolazione adulta presenta uno o più dei disturbi mentali inquadrabili nosograficamente.
E’ noto come disturbi mentali dell’età adulta sono preceduti da disturbi dell’età evolutiva-adolescenziale (WHO, 2000; Üstün, 1999). In particolare, l’8% circa dei bambini e degli adolescenti presenta un disturbo mentale, che può determinare difficoltà interpersonali e disadattamento; non va dimenticato che il suicidio rappresenta la seconda causa di morte tra gli adolescenti (Morosini et al. PNSM, 2001).
In letteratura italiana sono ancora esigui gli studi che riportino una documentazione epidemiologica sul disagio e la patologia psichiatrica in adolescenza basata su un campionamento vero e proprio.
Rutter & Taylor (2002) affermano che la presenza di psicopatologia nella popolazione più giovane si attesti tra il 10% e il 20%. La forbice dei dati percentuali è il frutto della variabilità nell’impostazione metodologica degli studi epidemiologici presenti in letteratura.
Frequente è la comorbidità: il 40% circa dei bambini e degli adolescenti seguiti presso un servizio di salute mentale presenta più di un disturbo nello stesso momento; inoltre esiste una forte compresenza di problematiche psico-sociali (Besana & Spinelli, 2001).
I problemi relativi alla salute mentale rivestono, in tutti i paesi industrializzati, un'importanza crescente, perché la loro prevalenza mostra un trend in aumento e perché ad essi si associa un elevato grado di disabilità e di costi economici e sociali, che pesa sui pazienti, sui loro familiari e sulla collettività.
Report dell’Organizzazione Mondiale della Salute (WHO, 2000) segnalano che nell’arco di un anno il 20% circa della popolazione adulta presenta uno o più dei disturbi mentali inquadrabili nosograficamente.
E’ noto come disturbi mentali dell’età adulta sono preceduti da disturbi dell’età evolutiva-adolescenziale (WHO, 2000; Üstün, 1999). In particolare, l’8% circa dei bambini e degli adolescenti presenta un disturbo mentale, che può determinare difficoltà interpersonali e disadattamento; non va dimenticato che il suicidio rappresenta la seconda causa di morte tra gli adolescenti (Morosini et al. PNSM, 2001).
In letteratura italiana sono ancora esigui gli studi che riportino una documentazione epidemiologica sul disagio e la patologia psichiatrica in adolescenza basata su un campionamento vero e proprio.
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Ricerche
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Come citare
Di Brina, C., D'Oto, P., Di Scipio, R., Di Pietro, D., Menghini, G., La Rocca, B., Scibilia, I., & Sabatello, U. (2013). Uno studio descrittivo sull’accesso degli adolescenti ai servizi neuro-psichiatrici territoriali. Rivista Di Psicologia Clinica , 3. https://quadernidipsicologiaclinica.com/index.php/rpc-archivio/article/view/1072