La stavkirke norvegese e lo spazio anzi. Continuità e discontinuità nella rappresentazione sociale e nel mito

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Renzo Carli
Rosa Maria Paniccia

Abstract

La stavkirke è una chiesa medioevale, costruita interamente in legno, diffusa in Norvegia durante la prima cristianizzazione del paese. In una prospettiva di discontinuità, le chiese oggetto d’indagine hanno segnato il passaggio, nel paese nordico, dal paganesimo vichingo al cristianesimo. Una lettura fondata sulla continuità emozionale, proposta nel presente lavoro, fa della stavkirke un esempio importante del complesso passaggio tra un paganesimo, presente entro la cultura contadina del paese, e il cristianesimo imposto dai regnanti che intendevano realizzare, sotto un unico credo religioso, l’unificazione del paese. L’analisi strutturale della chiesa consente di formulare ipotesi circa una confusione categoriale tra elementi pagani e cristiani, entro varie componenti della stavkirke.
Viene proposta una lettura psicoanalitica della relazione tra continuità e discontinuità, che gli autori ritengono fondante lo “spazio anzi”, vale a dire quella confusione categoriale che consente l’esprimersi del modo di essere inconscio della mente e il suo successivo precisarsi entro espressioni discontinue, quindi storiche. Lo spazio anzi viene proposto quale dinamica fondante il cambiamento culturale.

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Sezione

Contributi Teorici

Come citare

Carli, R., & Paniccia, R. M. (2011). La stavkirke norvegese e lo spazio anzi. Continuità e discontinuità nella rappresentazione sociale e nel mito. Rivista Di Psicologia Clinica , 2, 71-96. https://quadernidipsicologiaclinica.com/index.php/rpc-archivio/article/view/1024

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