La cronicizzazione come possibile risultante del rapporto tra servizi e utenza.
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Abstract
Attraverso il resoconto di due esperienze cliniche, l'articolo propone una rilettura critica del concetto di cronicità inteso come dimensione individuale, entro una prassi dei servizi che assume come obiettivo dell'intervento il cambiamento dell’altro entro modelli precostituiti di “normalità”. Al termine cronicità si preferisce quello di cronicizzazione, che sottolinea una dimensione di processo, concernente la relazione piuttosto che la malattia. Questo orientamento dell’intervento ha consentito nei casi trattati l'attivarsi di una relazione terapeutica non esclusivamente orientata ad una sostenibilità della cronicità. L’utilizzo di criteri e modelli psicologico clinici concernenti la relazione ha permesso di accogliere la complessità di queste domande, perseguendo obiettivi che sembravano preclusi.
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