[Convegno SPS Giugno 2009 - Il tirocinio nelle strutture sanitarie e di salute mentale] - Relazione 1 - L’esperienza di tirocinio entro le Comunità riabilitative.
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Abstract
Il nostro contributo verte sull’esperienza di tirocinio svolta in due comunità di Roma, la prima di tipo socio - riabilitativo, la seconda a finalità terapeutica.
La comunità riabilitativa ospita dieci pazienti, con diagnosi di schizofrenia. Si occupa di loro una équipe multidisciplinare.
La comunità terapeutica ospita 12 pazienti e lo staff è interamente formato da psicologi. In questa comunità l'intervento terapeutico - riabilitativo si fonda sul concetto di affido terapeutico, vale a dire sulla relazione privilegiata che si stabilisce tra il paziente e l’operatore di affidamento.
Ciò che accomuna le due comunità è la dimensione della residenzialità: i pazienti vivono insieme per un tempo limitato e fanno esperienza della quotidianità con altri pazienti e con gli operatori.
Il tirocinio ci ha sollecitato alcuni interrogativi; ad esempio: cosa motiva una famiglia o un CSM ad inviare un paziente in comunità, e ancora: come è possibile integrare una diagnosi psichiatrica con l’obiettivo della riabilitazione e del reinserimento sociale.
Nel tirocinio abbiamo provato a costruire alcune ipotesi su tali questioni. Proponiamo alcune riflessioni su un evento critico: l’allontanamento di un paziente dalla comunità, non convenuto con gli operatori. Tale evento ci consente di trattare alcuni aspetti del rapporto tra pazienti, famiglia e comunità.
Ci occuperemo di questo evento attraverso la storia di Angela, ospite della comunità socio - riabilitativa. L’obiettivo che ci proponiamo è quello di dare un senso all’evento dell’“andar via”, mettendolo in rapporto con la storia dei pazienti e con la loro domanda alla comunità.
La comunità riabilitativa ospita dieci pazienti, con diagnosi di schizofrenia. Si occupa di loro una équipe multidisciplinare.
La comunità terapeutica ospita 12 pazienti e lo staff è interamente formato da psicologi. In questa comunità l'intervento terapeutico - riabilitativo si fonda sul concetto di affido terapeutico, vale a dire sulla relazione privilegiata che si stabilisce tra il paziente e l’operatore di affidamento.
Ciò che accomuna le due comunità è la dimensione della residenzialità: i pazienti vivono insieme per un tempo limitato e fanno esperienza della quotidianità con altri pazienti e con gli operatori.
Il tirocinio ci ha sollecitato alcuni interrogativi; ad esempio: cosa motiva una famiglia o un CSM ad inviare un paziente in comunità, e ancora: come è possibile integrare una diagnosi psichiatrica con l’obiettivo della riabilitazione e del reinserimento sociale.
Nel tirocinio abbiamo provato a costruire alcune ipotesi su tali questioni. Proponiamo alcune riflessioni su un evento critico: l’allontanamento di un paziente dalla comunità, non convenuto con gli operatori. Tale evento ci consente di trattare alcuni aspetti del rapporto tra pazienti, famiglia e comunità.
Ci occuperemo di questo evento attraverso la storia di Angela, ospite della comunità socio - riabilitativa. L’obiettivo che ci proponiamo è quello di dare un senso all’evento dell’“andar via”, mettendolo in rapporto con la storia dei pazienti e con la loro domanda alla comunità.
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Convegni
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Come citare
Brescia, F., Crisanti, P., Magrini, F., & Mazzei, G. (2013). [Convegno SPS Giugno 2009 - Il tirocinio nelle strutture sanitarie e di salute mentale] - Relazione 1 - L’esperienza di tirocinio entro le Comunità riabilitative. Rivista Di Psicologia Clinica , 1. https://quadernidipsicologiaclinica.com/index.php/rpc-archivio/article/view/1153