Le dinamiche psicologiche che rendono gli uomini xenofobi.

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Innocenzo Fiore

Abstract

“Ensaio sobre a Cegueira” è un romanzo di José Saramago, pubblicato in Italia con il titolo “Cecità”; vi si narra di un’improvvisa epidemia che renderà gli abitanti di un’anonima città, tranne una donna, ciechi. E’ un’opera allegorica che allude all’incapacità umana, in alcuni momenti della sua storia, a vedere l’altro simile a sé. Infatti, la città dove si svolge è indeterminata, l’epoca non è precisata, i personaggi non hanno un nome; ciò che accade in quella città può succedere in qualunque luogo, ciò che accade in quel tempo può capitare in ogni tempo, ciò che accade a quelle persone può avvenire a chiunque di noi. 
Il romanzo di Saramago è il pretesto per avviare una riflessione sul fenomeno xenofobo che sta evidenziandosi in varie parti del mondo, particolarmente in Europa e, ancor di più, in Italia. Vittime del sentimento xenofobo sono i migranti comunitari (Albanesi, Rumeni) ed extracomunitari, oltre al popolo dei Rom e dei Sinti. Considerando da vicino il nostro paese e rimanendo dentro la figura retorica proposta da Saramago, evidenti focolai di cecità xenofoba si stanno manifestando in varie parti d’Italia, i quali, se non fronteggiati, si potrebbero estendere con conseguenze imprevedibili. Essi si svolgono all’interno di un clima politico d’intolleranza che trova attuazione in alcune misure del governo.  
Il comportamento xenofobo si può manifestare in ogni istante e in ogni luogo, con esso l’umanità si è dovuta confrontare, probabilmente sin dalla sua origine. La storia dell’uomo è, infatti, caratterizzata da periodi in cui i comportamenti xenofobi sono limitati a pochi individui e gruppi, e da momenti in cui l’infezione xenofoba, che questi hanno mantenuta in vita, si diffonde rapidamente sino a contagiare una massa notevole di persone e per ultima l’intera Polis. La Shoah è stata la massima espressione di cecità collettiva di tutta la storia umana, con essa è stato portato avanti la “Porajmos” del popolo zingaro. La quasi totale assenza di memoria di quest’avvenimento, la sua minimizzazione storica, se non una vera e propria negazione, è, in parte, responsabile di ciò che sta accadendo oggi nel nostro paese contro questo popolo. 
I comportamenti xenofobi di oggi non possono essere, comunque, paragonati a quelli di allora, perché è differente il clima politico, sociale, culturale. Essi, in ogni modo, meritano attenzione e di non essere sottovalutati, perché, essendo le dinamiche psicologiche che le riguardano sotto molti aspetti simili a quelle di ieri, la possibilità di un loro diffondersi incontrollato è sempre da tenere in conto.

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Sezione

Contributi Teorici

Biografia autore

Innocenzo Fiore

Psicologo – Psicoterapeuta - Gruppoanalista.

Come citare

Fiore, I. (2013). Le dinamiche psicologiche che rendono gli uomini xenofobi. Rivista Di Psicologia Clinica , 3. https://quadernidipsicologiaclinica.com/index.php/rpc-archivio/article/view/1078